Diario di un viaggio in Belgio: Beloeil

Giovedì 28 sett 2023

Partiamo dall’aeroporto di Lamezia T. verso Charleroi in Belgio. Tutto bene, viaggio tranquillo. Dopo due ore e mezza siamo in terra belga. Ad attenderci all’uscita dell’aeroporto troviamo Veronique e Jean Luc. Veronica l’abbiamo conosciuta per la prima volta nel 2011. Una persona speciale, innamorata dell’Italia e sempre disponibile ed affettuosa con noi. Per queste sue peculiarità di attaccamento all’Italia, ma soprattutto a noi, nel 2012 le consegnammo una targa speciale con una dedica particolare: “Veronique, roccellese, per passione“. Proseguiamo il nostro viaggio ed in 40 min siamo già in hotel, a SAINT GHISLAIN. Cena veloce, una buona birra e a letto.

Venerdì 29 sett 2023

La mattinata è veloce e, dopo una colazione “British” siamo già pronti per la riunione di lavoro dei Paesi Gemellati o amici. (della riunione ne abbiamo parlato in un articolo a parte).

Alle 13.00, pranzo in hotel. Il pranzo non ha naturalmente niente a che vedere con la nostra tradizione culinaria. Scordiamoci la pasta, i salumi e le bontà della Calabria. In una ciotola troviamo dell’insalata condita con panna e un pò di pollo immerso in una salsa cremosa.(!) L’unica cosa che ci consola è ancora una volta una buona birra.

Pomeriggio è dedicato alla visita di Beloeil. Belœil è un comune belga di 13.446 abitanti, situato nella provincia vallona dell’Hainaut. È celebre per essere dal trecento il centro dei domini del Casato di Ligne che tuttora ha nel suo castello l’erede del Casato: il Principe di Ligne.

Il giro è piacevole, la guida turistica è molto brava e veloce nelle traduzioni in inglese, tedesco e italiano: visitiamo i sobborghi, una antica e caratteristica chiesa, una vecchia birreria. Naturalmente non possiamo che soffermarci su una tradizionale birra, la “Moinette” gusto del palato e rinfrescante.

  • Dopo il giro turistico, ci fermiamo in una vecchia e dismessa stazione ferroviaria, dove troviamo ad attenderci la “Pipe Band” appena giunta dalla Scozia, da Maybole.
  • La banda scozzese è molto caratteristica con le sue cornamusa e i tamburi e i caratteristici abiti scozzesi. Oggi non sono ancora vestiti nel loro tradizionale abito con il classico gonnellino scozzese: il “Kilt”. Subito un’esibizione con tanto di corteo e piccolo concerto nell’ex deposito della stazione oggi adibito a memorial delle guerre e ritrovo per ex reduci e combattenti.

Tutto molto bello e caratteristico.

In serata ci trasferiamo a Grandglise, una delle “frazioni” di Beloeil, al ristorante Napoleon. (… non poteva mancare)

Anche qui, non ci aspettiamo grandi piatti culinari: aperitivo, patatine fritte, pollo al forno, dolce. Va bene così anche se il pensiero va ad Antonio Romano: “se fossi stato qui Antonio avresti sofferto la mancanza di un bel piatto di spaghetti alla corte d’assise”.

La serata è gradevole e arriva anche una bella sorpresa. Tra gli ospiti noto un movimento di una persona che cercava tra di noi qualcuno che evidentemente conosceva.

E’ bellissimo: si tratta di Angela! Ci abbracciamo con affetto e grandi sorrisi.

Angela è una donna fantastica, ha saputo superare diverse avversità nella sua vita e ha vissuto molti dolori. L’abbiamo conosciuta nel 2005 in un Tour ad Arco e siamo stati ospiti per tre giorni a casa sua nel 2011, io assieme al compianto Italo Ranieri. E’ figlia, come tanti qui, di immigrati venuti a lavorare in miniera. I suoi genitori erano siciliani e anche lei si trasferì in Belgio quando aveva 5 anni. Il nostro incontro è stato a tratti quasi commovente. Insieme abbiamo ricordato i tempi trascorsi e, in particolare, una sera a casa sua, quando Angela mi chiese di leggerle una lettera che lei custodiva di sua nonna che le aveva scritto in siciliano. Tutto bellissimo.

La serata scivola via velocemente tra birre, ricordi, un concerto della Pipe Band e gli amici. Tutto ha il sapore di una serata tra vecchi amici e persone che si ritrovano sempre con piacere.

Sabato 30 sett 2023

Oggi è il giorno delle celebrazioni. Mattina, giubileo per i 60 anni di gemellaggio tra Beloeil, Schotten e Crosne. Inoltre giubileo per i 25 anni di gemellaggio tra Beloeil e Maybole. Dopo la solita colazione in hotel partiamo per il luogo dove si svolgerà la cerimonia: il Castello di Beloeil, la Versailles belga.

Il castello è una struttura imponente e ben tenuta. Vi abita l’erede del Casato di Ligne: il Principe Michel De Ligne.

Appena arriviamo incontriamo subito una coppia di gendarmi belgi, ma in realtà non si tratta di gendarmi ma di persone che indossano divise originali che appartenevano fino al 1950 alla gendarmeria locale. Uno dei due, appena capisce che siamo italiani, si avvicina e si presenta: Serafino, figlio di minatori originario di Gallarate.

L’incontro è piacevole. Serafino racconta la sua vita in Belgio, tra il suo lavoro da saldatore, le sue passioni per le rappresentazioni storiche, la passione per il vino bianco e rosso (di sua produzione) e la grande amicizia e gioia che regala a tutti coloro i quali hanno bisogno di un qualche aiuto.

Racconta che lo scorso anno ha partecipato ad una commemorazione a Waterloo dove c’erano circa 800 figuranti in divisa. E’ una persona positiva che guarda sempre il lato bello della vita. Parla con un accento che sembra quasi veneto ma il suo italiano, dopo molti anni vissuti qui, è ancora perfetto.

Il Principe

Eravamo tutti in attesa che la cerimonia potesse cominciare ma avevamo anche una curiosità: avremmo visto il Principe?

L’attesa ha esito positivo: poco dopo, arriva una persona distinta che, con modi affabili e senza “altezzosità” alcuna saluta e si intrattiene con tutte le delegazioni presenti. Abbiamo così il piacere di parlare con il Principe Michel de Ligne, il padrone di casa.

Il Principe è una persona molto cordiale e simpatica. Parla molte lingue ma (..) parla poco italiano. Conversiamo un pò in lingua inglese e quando capisce che siamo italiani, della Calabria di Roccella Ionica, non perde tempo a dire che apprezza le bellezze dei nostri luoghi e ci confessa che ha dei parenti in Sicilia, a Trapani, dove ci consiglia di visitare la pizzeria dei suoi pronipoti: “.. la migliore pizza di tutta la Sicilia!” , ci dice.

La cerimonia ha inizio. Alla presenza delle autorità regionali, comunali e dei Comitati di gemellaggio viene celebrato il raggiungimento di 60 anni tra le città di Beloeil, Schotten e Crosne e di 25 anni tra le città di Beloeil e Maybole. VIVA L’EUROPA.

Dopo la cerimonia, segue una manifestazione di danza caratteristica locale con aperitivo offerto dall’Amministrazione comunale.

Anche quì una piacevole sorpresa, nell’incontrare Alain Carion, ex sindaco della cittadina, che è presente assieme alla sua signora di origini brasiliane.

Nel 2012 Alain era sindaco di Beloeil e con sua moglie, dopo averci conosciuto, ha insistito per invitarci ad una cena privata a casa sua. E’ stato un momento bellissimo e un pò strano perchè non eravamo i soli ad essere presenti in quel momento. E non eravamo i soli italiani, c’erano anche quelli di Arco. Ma il sindaco e soprattutto la moglie, ha voluto avere il piacere di cenare con noi, arrivati dall’Italia, da Roccella Ionica in Calabria. Non riusciamo ancora oggi a spiegarci il perchè abbiamo suscitato una tale simpatia. La cena è stata molto conviviale e i discorsi a tavola scivolavano quasi sempre sui vini, di cui Alain era grande conoscitore, e le bellezze del paesaggio calabrese.

Appena ci scorgiamo, ci salutiamo con grande piacere ricordando l’incontro passato.

Dopo l’aperitivo si va a pranzo a Basècles, altra frazione di Beloeil al ristorante “Le Margottin“.

Anche qui non abbiamo grandi pretese di trovare particolari specialità culinarie. Ci accontentiamo di patatine, delle grandi polpette di carne e naturalmente una buona “Chimay”

Dopo il pranzo si va nella cattedrale di Grandglise per la cerimonia di commemorazione delle vittime delle due guerre mondiali.

Quando arriviamo troviamo una piazza stracolma e una chiesa stipata di gente. L’atmosfera è di grande coinvolgimento emotivo. Le delegazioni ufficiali, come la nostra, avevano dei posti riservati in chiesa vicino ai celebranti. Altra grande sorpresa è riservata sempre alle delegazioni ufficiali a cui era stata assegnata una jeep americana della 2° guerra mondiale con la quale saremmo, dopo la commemorazione, andati in processione al cimitero di Grandglise.

La cerimonia in chiesa è stata molto ben organizzata con una parte interpretata da persone anziane che rispondevano a domande sulla guerra da parte dei propri nipoti. Di seguito una funzione religiosa ” cantata” con messa a suffragio.

Come detto subito dopo la funzione religiosa, saliamo sulla jeep e, in parata, il corteo si avvia al cimitero comunale dove sono sepolte vittime delle due guerre mondiali.

Terminata anche la commemorazione al cimitero, ritorniamo sempre in parata alla cattedrale, dove nel piazzale è organizzato un buffet con aperitivo. Qui, incontriamo ancora una volta persone che, quando vedono la nostra coccarda con i colori italiani, si avvicinano. Riconosco e saluto con piacere Simon e Maria alla cui casa, nel 2012 abbiamo cucinato gli spaghetti “alla corte d’assise” (per la gioia di Antonio. Una coppia la cui moglie ci dice che è originaria di Cittanova (RC), una coppia che ha origini friulane. Tutti hanno una gran voglia di parlare con noi e di salutarci con piacere. In questi posti gli immigrati arrivati dall’Italia per lavorare in miniera negli anni 50, sono davvero tanti e questi sono i figli e i nipoti che ora vivono qui.

Tra gli altri, conosciamo Martino, figlio di padre sardo e madre siciliana, vive quì da più di 60 anni, ha nove cavalli e, nella foto sopra, lo vedete assieme alla nipote. Lui è vestito da soldato indiano (Britannico) della prima guerra mondiale. Tutti gli abiti dei figuranti sono divise autentiche ed originali. Martino con cui dialoghiamo in siciliano e calabrese ci confessa che anche lui partecipa a raduni e un suo amico ha oltre 300 divise d’epoca della guerra. Insomma, un bel pomeriggio e tanti incontri interessanti.

La giornata si conclude al ristorante “La Diôle” à Basècles, una pizzeria caratteristica dove la musica della Pipe Band e la fisarmonica di Antonio Basile, consigliere comunale di chiare origini abbruzzesi, la fanno da padrone fino a tarda notte con canti e balli. E’ notte tardi, rientriamo in hotel, solo poche ore di riposo. Alle 4.00 sveglia per arrivare a Charleroi. Ci aspetta l’aereo per Lamezia T. per rientrare a Roccella con un carico di buone sensazioni e la soddisfazione di essere stati testimoni di cerimonie importanti e significative.

QUESTO E’ IL “GEMELLAGGIO” ! ALLA PROSSIMA!

La delegazione di Roccella Ionica : Pietro Commisso, Franco Placanica e Domenico Placanica

Aggiungi qui il testo dell’intestazione

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